Sono nata a Faenza nel 1986, da due genitori di credenze opposte, madre credente e praticante, e padre ateo.

Fin da bambina si è presentata forte in me una grande sensibilità e predisposizione alla cura del prossimo, infatti ricordo che il pomeriggio, senza dire nulla a mia mamma e mia nonna, andavo a casa di alcuni anziani del vicinato, per far loro compagnia, intrattenerli con chiacchiere, lavoretti di uncinetto o giochi di carte tipicamente romagnoli. E una volta a settimana, finita la lezione di piano a cui andavo da sola in bicicletta, andavo al cimitero a “salutare il nonno”. Questo nonno mai conosciuto, a cui però mi sono sempre sentita connessa, anche se a quel tempo, non mi chiedevo di certo perché.

Crescendo, con l’arrivo dell’ adolescenza, nonostante la forte sensibilità fosse ancora presente dentro di me, ci fu un cambio di rotta. E contrariamente a quanto manifestato negli anni prima, iniziai a mostrare un atteggiamento diverso, più spavaldo, a tratti aggressivo e sicuro, complice ovviamente l’esigenza adolescenziale di “elevarsi” e crearsi un proprio posto agli occhi degli altri.

Ho ricordi bellissimi degli anni del Liceo, sono stati anni divertenti, pieni di esperienze folli e che mi hanno lasciato dentro una sensazione di pienezza che ricorderò per sempre.
Finito il liceo dovevo “per forza” fare l’Università , perché “quelli che escono dal liceo non hanno alcuna competenza specifica”.
E così mi sono iscritta ad Economia e Gestione Aziendale. La scelta forse più comune tra quelli che “non hanno la più pallida idea di cosa fare da grandi” e si scelgono una facoltà che apra più sbocchi possibili.

Mi laureai senza infamia e senza lode, ma d’altronde ho fatto tutti gli anni di università lavorando prima come barista e poi come commessa (perché il bisogno di indipendenza è qualcosa che ha sempre fatto parte di me).
E dopo le prime esperienze lavorative in settori molto diversi tra loro – perché come dico sempre, a quel tempo non avevo la minima idea di quale fosse il mio scopo, la mia vocazione, e capivo sperimentando varie professioni, cosa non mi piacesse piuttosto che cosa volessi fare -approdai nel mondo della moda, come assistente personale di una stilista.

“Il diavolo veste Prada” doveva essere stato scritto a sua immagine e somiglianza!
Non posso raccontare qui episodi che sono a dir poco esilaranti, ma quello che posso dire è che grazie alla “follia” vissuta in quei quasi 3 anni, che mi è costata anche un piccolo esaurimento, ho capito che il mio cammino era sicuramente altro.
Un mondo fatato e magico per molti quello della moda, il quale sicuramente mi ha donato anche molte soddisfazioni economiche e professionali, ma ad un certo punto un’inquietudine e malessere interiori si sono risvegliati forti in me, facendomi capire che non ero sulla strada giusta.
Quello che ad un certo punto capii, era che non volevo vivere con un “collare” attorno al collo, sottostando a regole imposte da altri, senza il benché minimo rispetto per le altrui esigenze, attitudini e vita privata.

Poi, il giorno che mi cambiò la vita, arrivò.

Era una Domenica di Febbraio del 2013 e un mio caro amico mi invitò ad accompagnarlo in un centro olistico, dove la ragazza con cui si frequentava in quel periodo partecipava ad un qualcosa di cui non avevo mai sentito parlare: “Costellazioni Famigliari”.

Accettai di accompagnarlo, più perché non avevamo di meglio da fare, che per altro.
Quel giorno in quel centro, è entrata una Lorenza scettica, dura e disillusa nei confronti di una vita di cui faticava a trovare il senso e lo scopo, e ne è uscita una Lorenza che, anche se allora non avevo capito bene perché, era diversa.
Era come se una sensazione di “CASA” mai provata prima, avesse fatto capolino dentro di me da qualche parte non bene identificata.
Quella giornata aveva lasciato una traccia di quel senso di “qualcosa” che per tanti anni avevo cercato, per poi accantonare, credendo non l’avrei mai trovato.

Quel giorno, anche se allora non avevo la minima idea che sarebbe “finita così”, il mio cammino era stato “intercettato”.
Si era attivata in me la consapevolezza che c’era un qualcosa, di cui fino a quel momento ignoravo l’esistenza, che volevo scoprire.

E passo dopo passo, seguendo le briciole lasciate dalla mia anima sul percorso, iniziai a ricercare.
All’inizio sui libri, ma ben presto i libri non mi bastarono più, e così iniziai a frequentare percorsi, seminari, e da lì poi anche a sperimentare diversi tipi di sessioni su me stessa, tramite vari maestri.

Quando compresi che la mia anima aveva scelto un cammino completamente diverso da tutto quello che avevo mai contemplato (io, come del resto la mia famiglia, che non posso dire avere grandi velleità  innovative per quanto riguarda la visione dell’essere umano e della vita a cui “bisogna ambire”) e che questo cammino prevedeva una professione che in Italia non era praticamente nemmeno contemplata… Bè, posso dirti che non è stato per niente facile. Perché ho dovuto fare i conti con “demoni interiori” come quello del “Lo stipendio fisso ¨oro”, la paura di essere presa per matta, la paura del giudizio, la paura di non farcela, il senso di solitudine e un altro numero imprecisato di paure, che tutti quelli che scelgono un cammino “in proprio” devono affrontare, a cui si aggiungeva anche il “pepe” del “lavoro sconosciuto”, perché diciamocelo, quello del “medico dell’anima”, non è un mestiere così in voga da queste parti…

Ma di pari passo con le paure e le difficoltà, cresceva in me sempre di più la determinazione, la forza d’animo e la consapevolezza che il mio destino fosse quello di aiutare gli altri.
Aiutare a ricordare della divina essenza di cui tutti siamo fatti, e a risvegliare quel potenziale dormiente insito in ognuno che una volta risvegliato, cambia completamente la vita, così come ha fatto e continua a fare per me, mano a mano che continuo a risvegliarlo.

Perché la conoscenza di sé è un viaggio che non ha eguali.
Che non finisce mai, ma che allo stesso tempo regala ad ogni traguardo raggiunto “un oro” talmente prezioso e sconosciuto che ripaga infinite volte l’impegno che ci vuole a percorrerlo.

E così eccomi qua 🙂

Sono fermamente convinta che per poter davvero trasmettere ciò che si insegna, bisogna prima averlo sperimentato e non solo studiato.
E soprattutto sono fermamente convinta dell’importanza di essere un Esempio concreto di ciò che si vuole trasmettere.

Se si vuole davvero avere un impatto per gli altri, credo sia necessario non solo “trasmettere il messaggio”, ma “essere” il messaggio stesso, incarnando e vivendo l’essenza stessa del proprio credo e insegnamento.

E il mio viaggio continua.
Perché come dice un saggio, di cose da disimparare ce ne abbiamo moltissime, di “pulizia” da fare altrettanta, e perché come già ti ho rivelato, il viaggio di scoperta di sé e dei misteri dell’Universo è il viaggio più incredibile e sconfinato che si possa fare.

So che ognuno di noi può fare la differenza per questo mondo.
E per farlo, bisogna partire da se stessi,

Quando tu cambi, la tua realtà  cambia, e il mondo cambia.

Se sei pronto a lasciarti andare, e ad affidarti alla saggezza della tua parte divina, la tua anima, io sono onorata di poterti accompagnare.

“Quando l’allievo è pronto, il maestro compare”.

Al Tuo servizio.

Con immenso Amore.

Lorenza